Biografia
Mattia "Mattone" Merlini nasce a Silandro (BZ) il 23 Aprile 1995.
Passa la sua infanzia lontano da tutto e tutti in un paese sperduto ed entra in contatto con la musica per le primissime volte quando suo nonno (R.I.P.) suona la fisarmonica per lui. Tuttavia la cosa gli interessa fino ad un certo punto e nessuno riesce ad immaginare che egli possa essere interessato fin dalla più tenera età a suonare qualche strumento.


Più avanti, il piccolo dice di voler imparare a suonare la tromba, poi di voler diventare direttore d'orchestra, poi di voler imparare a suonare la batteria e poi di voler iniziare a cantare seriamente. Gli piace canticchiare e spesso si chiude in qualche camera e canta tutto quello che gli viene in mente. E' questa la prima forma di improvvisazione che, quasi inconsciamente, esplora già in relativamente tenera età.

Egli inizia a venire attratto dalla figura del pianoforte e quando ne vede uno è quasi forzato a volerlo toccare, provare... ogni tanto ci riesce, ma non gli basta immaginare di saperlo suonare: quando inizia ad appassionarsi alla musica (specialmente strumentale, tratta spesso e volentieri da colonne sonore di videogiochi o film, oppure qualche pezzo classico) capisce finalmente dove vuole andare a parare. All'età di circa 11-12 anni, egli cerca di convincere i genitori a comprargli una tastiera per iniziare a scoprire lo strumento. Loro non prendono troppo sul serio la cosa e cercano la possibilità di un corso estremamente basilare di tastiera, mentre dopo molte insistenze da parte del bambino gli regalano una tastiera casio a 3 ottave per bambini. Il giovinetto è tuttavia abbastanza soddisfatto, almeno all'inizio, e già il primo giorno suona ad orecchio alcuni brani che gli piacevano particolarmente al tempo.

Dopo qualche mese egli capisce di aver scelto lo strumento giusto e, riaccimolati un po' di soldi, decide di comprarsi una tastiera un po' migliore: una Yamaha PSR-340, la stessa che aveva visto nella sua scuola media. La tastiera ha 61 tasti non pesati ma comunque dinamici, un centinaio di timbri decenti e diverse funzioni di vario tipo. A questo punto manca solo un insegnante: la scelta ricade sul maestro del coro del paesino in cui Mattone stesso aveva passato i primissimi anni della sua vita. Anch'egli non è diplomato al conservatorio, ma studia musica da tantissimi anni ed è un ottimo organista. Mattone inizia ad entrare dunque nel mondo della teoria e della musica pura, iniziando ad imparare a leggere la musica passo per passo e a suonare i primi pezzetti. Dopo un paio di mesi suona i primi pezzetti a due mani e inizia ad esercitarsi sul celebre libro di esercizi "Hanon: Il Pianista Virtuoso", che diventerà anche il libro che utilizzerà per lo studio delle scale maggiori e minori.

Passa così poco più di un anno, studiando privatamente. Ormai quattordicenne, si ritrova a dover scegliere la scuola superiore. Credendo che il conservatorio sia classificabile come tale, egli si informa sulle dinamiche di tale istituto e ne rimane soddisfatto, tanto da volersi iscrivere all'esame di ammissione. Il suo maestro, convinto fino ad un certo punto che Mattone sarebbe riuscito a superare l'esame ma assolutamente d'accordo con il fatto che vale la pena provarci, gli consiglia di affittare un pianoforte su cui esercitarsi. E così fa: Mattone riesce finalmente ad avere in casa un pianoforte e studia per mesi i brani e gli esercizi per l'esame. Nel frattempo scopre che dovrà iscriversi anche ad una scuola superiore normale, e opta per il liceo pedagogico, che lo porterà alla scoperta di un altra delle sue più grandi passioni: la psicologia.

Passa l'estate e Mattone intanto si iscrive all'istituto musicale di Merano (a 40 km di distanza da casa sua, dove va anche a scuola da quest'anno), venendo a contatto con un nuovo insegnante. Prima di lasciare il suo primo maestro, quest'ultimo gli chiede se ha mai provato ad improvvisare. Mattone ci aveva provato, sì, ma non aveva mai preso la cosa sul serio. Da quella domanda nasce una discussione dalla quale Mattone decide di improvvisare ogni giorno un po', almeno un brano, tra uno studio e l'altro. Dopo qualche mese di allenamento e di istituto musicale è arrivato il momento dell'esame e Mattone, per quanto scoraggiato dalle opinioni riguardanti il conservatorio ottenute da gran parte degli insegnanti di musica con cui nel frattempo ha avuto modo di scambiare due chiacchere, riesce a superare l'esame ed essere ammesso. Non ci può credere e, dopo aver lasciato l'istituto musicale e aver cambiato di nuovo insegnante, inizia lo studio di teoria e solfeggio, nonchè di pianoforte principale, con grande passione. Nel frattempo scopre il genere fatto apposta per lui: il progressive rock. Ascolta quantità abnormi di musica di quel genere, insieme alla musica classica utile per appassionarsi al conservatorio, che però viene gradualmente sfumata dal prog rock. Il suo amore per le sonorità settantiane e non solo lo portano a sviluppare lentamente un amore per le tastiere.


Poco prima del suo quindicesimo compleanno, quindi, Mattone dopo una lunga ed attenta ricerca riesce a scovare un affare: una Kurzweil K2500X Full Expanded messa in vendita dall'ex tastierista della tribute band ufficiale italiana dei Dream Theater (uno dei gruppi preferiti di Mattone). Il giovane non si lascia sfuggire l'offerta: vende la sua tastiera e, mettendo da parte tutto il suo denaro e qualche fondo di ancestrale origine presente nel suo libretto in banca, riesce a comprarsi il suo strumento definitivo! Su di esso inizia ad esplorare nuovi orizzonti e inizia fin da subito a mettere da parte materiale registrato con l'ausilio della tecnologia del computer (unendo alla passione della musica anche l'altra grande passione di Mattone, oltre alla psicologia: l'informatica) dalle sue sessioni di improvvisazione alla tastiera, con l'intento di creare entro qualche mese un "demo album amatoriale" intitolato fin da subito "Free Madness".

Pur mantenendo un interesse per la musica classica e gli studi accademici, dunque, Mattone sviluppa un amore crescente per le tastiere e il progressive rock, per lo sperimentalismo che il conservatorio (specialmente il suo, stando ai fatti) non permette neanche di nominare e anela ad una abilità creativa ed improvvisativa che il conservatorio non fa che tentare di togliergli del tutto. Il cambio di insegnante segna l'ennesimo cambio di metodologia e di teorie sull'impostazione delle mani e altro. Il suo modo di suonare deve essere rivoluzionato, in sostanza. I suoi studi non vanno nel modo migliore, anche a causa del fatto che per frequentare il conservatorio è costretto a: alzarsi alle 6 per arrivare alle 7.30 a scuola, da scuola (una volta finita) prendere un altro treno e arrivare al conservatorio di Bolzano per le 15, finire la lezione dopo 1 o 2 ore a seconda del giorno e arrivare a casa in un momento compreso tra le 18 e le 20:30. Dopo 8 mesi così, Mattone è distrutto e non trova più nessuna energia né per la scuola né tantomeno per studiare pianoforte. Quel poco di energia che gli rimane preferisce incalanarla nelle sue improvvisazioni: passa ore sul pianoforte, gran parte del tempo libero che gli rimane, ma la maggior parte di quel tempo non la passa a studiare per l'esame del primo corso (veramente, l'obbiettivo è passare dal corso in prova al terzo corso) ma ad improvvisare, munendosi delle nuove conoscenze in ambito armonico e tonale acquisite anche in questo caso non sempre grazie a teoria e solfeggio ma grazie all'ascolto e allo studio di prog oppure grazie ad internet o simili.

Alla fine dell'anno scolastico (anno accademico al conservatorio) egli affronta l'esame di teoria e di strumento. Il primo lo supera per il rotto della cuffia (voto: 6,5), il secondo non riesce a farlo come sperava per via di un'ansia innata dettata dal suo carattere introverso e soprattutto dalle pressioni del suo professore che, presente in commissione, gira per l'aula con l'aria scocciata imprecando ad ogni errore del suo allievo, che ogni volta finisce per accellerare o sbagliare dei passaggi. Anche l'aggiunta di alcune cadenze improvvisate e variazioni agli esercizi non sembra essere vista di buon occhio dai professori, che decidono di farlo passare al "secondo anno in prova". Quando, chiedendo spiegazioni a riguardo al suo professore, Mattone riceve come risposta che lui stesso nemmeno sapeva dell'esistenza di un corso del genere e non gli sa dire se può considerarsi "promosso" o "bocciato", Mattone capisce che oltre a trovarsi in un luogo in cui i musicisti vengono trasformati in burattini, macchine senza cuore, pieni di pregiudizi e dalla vista impedita, si trova anche in un posto dove la maggior parte della gente non svolge il suo lavoro in maniera seria e cosciente (nemmeno la segreteria è in grado di rispondere alle domande di Mattone, che per ottenere tali risposte dovrà procedere per vie tanto assurde che è meglio non analizzarle proprio).

Tuttavia la sua voglia di perfezionare la sua tecnica (per poi utilizzarla come meglio crede) rimane presente e spera che le vacanze estive possano rigenerarlo. Verrà però deluso, poiché con l'inizio della seconda superiore capisce di non avere recuperato alcuna forza durante l'estate: nonostante tutto egli è ancora distrutto dall'anno precedente e al solo pensiero di dover riprendere quella terribile routine lo fa sentire male. Inoltre durante l'estate ha praticamente solo improvvisato e ha ancora una marea di pezzi da studiare per il conservatorio... Tanti sacrifici per diventare un burattino? No grazie. Mattone lascia quindi il conservatorio un po' a malincuore ma fiero di aver forse finalmente trovato la strada. Consapevole del fatto che ogni insegnante gli avrebbe insegnato una tecnica diversa, inizia a sviluppare la sua, ibrido di quelle imparate finora e applicata alle sue improvvisazioni: per circa un anno procede da autodidatta studiando pezzi di ogni genere e improvvisando tantissimo sia su tastiera che su pianoforte e inizia ad interessarsi anche ad altri generi, come il jazz, e alla programmazione della sua ormai inseparabile tastiera. Inizia anche a suonare con degli amici, in particolare con il batterista Leonardo Cantieri, suo primo compagno di suonate, con cui instaura un ottimo rapporto e passa ore ad improvvisare o creare riarrangiamenti per batteria e tastiera dei più disparati brani (Pink Floyd su tutti).

Dopo un annetto di esperienza totale sull'improvvisazione (ma ben di più dall'inizio di questo viaggio nel mondo dell'improvvisazione), Mattone prova con un nuovo piano: aggiungere alla propria strada autodidatta un'esperienza jazz per perfezionare l'abilità improvvisativa e ampliare le conoscenze in campo armonico e musicale in generale. Sostiene quindi una sorta di esame di ammissione all'istituto musicale tedesco di Merano e a tale esame porta proprio un'improvvisazione al pianoforte in re minore, conosciuta poi grazie a qualche amico come "Sonata alla cazzo di cane, op.1". Per la prima volta o quasi nella sua carriera musicale, Mattone riceve un complimento da parte di un insegnante di musica e dalla loro prima conversazione capisce subito di aver trovato una persona che condivide il suo stesso punto di vista.

"Il Conservatorio però non apre le porte, le chiude! Ti insegna a suonare leggendo, suonare con gli occhi, facendoti dimenticare che la musica è fatta per l'orecchio. Il compito del Jazz è quello di riacquistare questa caratteristica perduta, e se tu già sei in grado di improvvisare pur avendo frequentato il conservatorio ti sei già liberato di una catena importante!"
(cit.)

Dopo qualche giorno viene a sapere che l'esame è stato superato e che Mattone si è classificato primo o secondo in graduatoria. Egli ora frequenta corso di jazz piano il mentre continua a studiare per conto suo e ad improvvisare. Primo tra i suoi progetti rimane quello solista, ma le collaborazioni si moltiplicano col tempo: il suo primo gruppo, un duetto con il suo amico batterista Leonardo Cantieri, denominato "Sillabub", riscuote un discreto successo di critica esibendosi in svariate occasioni e proponendo alcuni brani originali e alcune improvvisazioni live. Fondato all'inizio del 2011, dopo poco più di un anno si è già esibito sul più grande palco della città di Merano e poco dopo si amplia con il chitarrista Daniele Trivellato e la vocalist Raquel Rizzi che entrano a far parte della formazione e danno vita ad alcuni show sotto il nome di Anonymus (volutamente sgrammaticato). I Sillabub continuano a convivere come realtà separata e intanto Mattone riprende in mano la sua demo partendo praticamente da zero e iniziando a sostituire le covers e le improvvisazioni con brani veri e propri che si inizia a sentire finalmente pronto a comporre. 

Alla fine del 2012, Mattone da vita ad un altra colaborazione musicale col chitarrista lombardo Simone Longoni. Il loro progetto, Human All Too Human, inizia a pubblicare materiale su internet ma si mette in pausa ben presto per gli impegni musicali dei due componenti, Longoni impegnato con le sue band tra cui gli emergenti Mirò, Mattone preso dalla composizione di due colonne sonore e il suo progetto solista. Non è la prima volta che Mattone scrive musica per dei film, ha infatti già arricchito la colonna sonora del film "Illusioni" di Manuel Koch nel 2011, ma questa volta collabora ancora con l'amico regista per realizzare un film completamente originale e che farà uso di sole musiche composte da Mattone stesso. Nello stesso periodo si occupa di un quarto d'ora di musica per un docu-film realizzato sempre in collaborazione con Manuel Koch per i Licei Gandhi di Merano. 

La vita negli Anonymus e nei Sillabub diventa sempre più dura e dopo un devastante show allo JuZe di Silandro si sente nell'aria che qualcosa è cambiato. Il gruppo si incontrerà ancora per qualche prova, poi improvvisamente la sinergia scomparirà del tutto per una serie di motivi. Il chitarrista Daniele Trivellato si prende numerosi impegni che lo portano a non poter dare il massimo nel suo vecchio gruppo, la cantante ha difficoltà a presentarsi alle prove e a cantare brani mai sentiti prima, il batterista è sempre più scocciato dall'esigenza di Mattone, che capisce di doversi fare da parte. La sua concezione della musica si distanzia sempre più da quella dei compagni ed assume una forma maggiormente posta verso l'intimità unita all'intellettualità, molto distante da quella degli amici metallari e vogliosi di potenza. Il gruppo Anonymus si sfalda, ma solo qualche mese dopo si dichiarerà ufficialmente sciolto. I Sillabub entreranno in pausa per poi tornare in scena dopo mesi con una piccola serie di show culminante direttamente sul palco del Teatro Puccini di Merano, ancora una volta.

In occasione della prima proiezione del film "La sua voce" di Manuel Koch, interamente musicato da Mattone, quest'ultimo decide di reclutare l'amica ed ex-componente degli Anonymus Raquel Rizzi, con la quale non si è mai trovato in conflitto ideologico musicale, per realizzare il brano conclusivo della colonna sonora, "Wait". In un pomeriggio (quello subito prima del giorno della proiezione) le registrazioni vengono effettuate e durante la notte il mixaggio termina permettendo a Mattone di sfornare il suo brano più conosciuto ed apprezzato con la fenomenale collaborazione dell'amica. Questo sancisce un nuovo progetto di collaborazione musicale che continuerà a dar frutti anche nell'immediato futuro, con una esibizione live densa di emozione e ben riuscita.

Durante l'estate 2013, Mattone organizza un denso programma per portare a termine finalmente la demo Disappear e portare avanti la collaborazione con Raquel, Simone, Leonardo e una neonata collaborazione acustica/vintage con Daniele, che torna in scena vestito di nuovi suoni insieme all'amico tastierista. È inoltre in cantiere una collaborazione musicale con un gruppo di cineasti bolzanini che dovranno realizzare un film per la provincia e con un gruppo di realizzatori di visual novels per la colonna sonora di una piccola opera in via di sviluppo ed entro ottobre 2014 anche di un lavoro più ampio e variegato da musicare in collaborazione con una vecchia conoscenza: il chitarrista e cultore della musica, a suo tempo mentore di Mattone stesso riguardo al prog, Marko Poskurica. 

Su questo programma musicale ricco e vario la carriera di Mattone continua ad evolversi e a tenere in serbo sorprese di ogni genere.
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07/03/11 - Apertura del Sito
 
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